Acceso: 4 gennaio, 2013 In: Blog, Letture, Parole

Ho letto “Un segno invisibile e mio” (primo romanzo di Aimee Bender risalente al 2002, o giù di lì) ed è chiaro che è un libro che si ama o si odia, senza vie di mezzo.

Bender Segno invisibile BeatQualcuno proverà fastidio nel leggerlo ma è normale: via via il fastidio diventa odio o amore. Nel mio caso un amore fastidioso. Siamo tra Wes Anderson (l’infanzia geniale e traumatizzata, la famiglia come puzzle da ricomporre) e Miranda July (soprattutto “Me and you and everyone we know”), con buone dosi di… Aimee Bender (non ho letto nient’altro ma mi fido) ovvero: poesia, inquietudine, senso incombente di tragedia, surreale e cerebralità.

Mona Gray, vent’anni, è innamorata dei numeri fino all’ossessione: l’ordine e la precisione dell’aritmetica le servono a difendersi dall’instabilità del mondo. Da quando il padre ha contratto una misteriosa malattia, infatti, Mona ha bloccato ogni propria aspirazione, ha paura di innamorarsi e si rifugia in una serie di piccoli gesti e oggetti scaramantici. Ma quando viene assunta come insegnante di matematica alle elementari, la sua vita – grazie a un’allieva fuori dal comune e a un collega capace di fare breccia nella sua timidezza – comincia a cambiare irreversibilmente. Tenero, spassoso, commovente, acclamato dal Los Angeles Times come uno dei libri dell’anno, questo romanzo ha lanciato Aimee Bender come una delle migliori voci della nuova narrativa americana.
Un più per la scrittura, lontanissima dai miei canoni ma consapevole e piana di risorse, a tratti trascinante. La passeggiata verso il cinema è sceneggiata alla grande, con uno dei migliori dialoghi che abbia mai letto. Lascia perplesso il finale, certe figure di contorno, la scenografia pallida, i tratti a volte troppo favolistici. E un più per me che ho coraggiosamente letto il mio terzo o quarto autore Minimum Fax, casa editrice verso la quale nutro un amore fastidioso ma il cui nome non esito a citare per darmi un tono in società. Nel 2010 è uscita una trasposizione cinematografica del libro che su IMBD ha voti indegni e vede Jessica Alba nella parte di Mona Gray. Dico Jessica Alba, non so se mi spiego.
“Un segno invisibile e mio”, di Aimee Bender, Beat Edizioni, 300 pagine. Disponibile anche in ebook.