Acceso: 10 maggio, 2013 In: #nonpertinente, Blog, Miscellanea, Parole, Pensieri sparsi, Visioni

Lo abbiamo amato alla follia, lo abbiamo visto e rivisto, per anni lo abbiamo citato nelle più svariate occasioni – sopravvalutandolo largamente, con ogni probabilità.

trilogia linklaterNe abbiamo fatto un piccolo manifesto estetico e sentimentale. Si intitolava “Before Sunrise/Prima dell’alba” e non aveva nulla a che fare con vampiri e altre spaventose creature della notte. Lui si chiama Jesse (e nessuno, lì per lì, ha pensato: mio Dio, che nome da cowboy!), lei Celine.

Lui era abbastanza Ethan Hawke da piacere alle ragazze, lei abbastanza Julie Delpy da piacere a noi ragazzi. Appena ventenni, si incontravano su un treno che attraversa l’Europa. Lui scenderà a Vienna, lei proseguirà per Parigi. Ma Jesse convince Celine a scendere e a trascorrere insieme quella sola fatidica notte viennese. Era il 1995 ma vidi il film due anni dopo. Avevo 19 anni. Il regista ne aveva 37 ed era al suo terzo lungometraggio.

Li abbiamo rivisti nove anni dopo, nel 2004, a Parigi, in “Before Sunset/Prima del tramonto“: lui presenta un romanzo nella cui protagonista si riconosce Celine, che si reca alla lettura pubblica. Insieme trascorrono un lungo pomeriggio destinato a chiudersi (forse) con la partenza di un aereo sul quale Jesse ha un posto prenotato. Il taglio è sempre quello: si passeggia, si parla (tanto, tantissimo) di sentimenti, di scelte, di aspirazioni, di amore. Ma questo capitolo è decisamente migliore del precedente, sia da un punto di vista di scrittura, che di regia, che di recitazione. Un gioiello venato di nostalgia, un’ottima pagina di cinema alla Rohmer senza i limiti di Rohmer, un film romantico senza romanticherie. Nel 2004 avevo 26 anni, una laurea in Lettere e un lavoro “serio” dopo tanti lavoretti e collaborazioni – e così molti di quelli che insieme a me avevano adorato “Prima dell’alba”. Il mondo intorno a noi, come intorno a Jesse e Celine, era cambiato, ed era cambiata la prospettiva dalla quale lo guardavamo.

Il 24 maggio in USA uscirà il terzo capitolo di quello che è già stato definito il ciclo di “Before…”, intitolato “Before Midnight“. Lo aspettavamo, come una rimpatriata tra amici a lungo desiderata e a lungo rimandata. Per avere notizie di Jesse e Celine e per guardarci un po’ allo specchio. Noi che oggi abbiamo moglie e figli, dichiarazioni dei redditi da fare, mutui da pagare, appuntamenti di lavoro, auto da revisionare… Noi che ci diamo un po’ per scontati e che in fondo sentiamo di avere ancora vent’anni.

Non ho ancora visto “Before Midnight”, ambientato in Grecia durante una vacanza che Jesse e Celine trascorrono insieme alle figlie gemelle, ma ho letto qualche recensione, a dire il vero senza troppa convinzione. No, non fraintendetemi. Lo adorerò, ci scommetto. Ma fatico a considerarlo come un film. Sarà più come incontrare una coppia di cari amici che non vedevi da tempo, magari per puro caro, durante una vacanza greca. Parleremo e ci racconteremo, passeggeremo e ceneremo in un ristorantino all’aperto sotto strenne di lucine colorate. E in un batter d’occhio arriverà mezzanotte, dovremo rientrare per liberare la baby sitter e l’ansia di non aver fatto o detto tutto ci accompagnerà per altri nove anni.