Acceso: 24 febbraio, 2013 In: Blog, Letture, Parole

Terzo romanzo del canadese Jeffrey Moore, “La società degli animali estinti” (ISBN, 2012) è una favola ambientalista amara e malinconica che lo humor dell’autore alleggerisce e vivacizza solo a tratti.

ANIMALI_ESTINTI_piattaNile Nightingale, cittadino statunitense sulla quarantina, è in fuga: da una causa di divorzio, da accuse di pedofilia e dalla dipendenza da droghe e alcool. I monti Laurenziani del Quebec in pieno inverno, tra i più antichi rilievi della terra, sembrano prometterli un nuovo inizio, e offrirgli il rifugio che cerca: una chiesa sconsacrata in vendita. Tutto comincia una notte, durante un sopralluogo della proprietà prima dell’acquisto. Un sacco di juta sporco di sangue e legato come un salame viene scaraventato da un pick up in corsa in una palude ghiacciata. Recuperatolo, Nile scopre di aver appena salvato la vita a Celeste Jonqueres, una ragazzina orfana e sola al mondo, genialoide e convinta animalista cha ha dichiarato guerra ad alcuni cacciatori sadici e pervertiti che usano i boschi tutt’attorno come un parco dei divertimenti. I destini di Celeste e Nile, due anime perse e marginali, si uniscono così in una lotta che sembra opporre uomo e natura ma in realtà oppone due diverse idee di uomo.

L’inizio è folgorante. La notte frenetica del ritrovamento di Celeste, ferita in modo che muoia lentamente dissanguata, non lascia scampo al lettore. Nile, che ha abbandonato la facoltà di medicina in gioventù, porta la ragazza nel cottage che ha affittato, alla fine di una pista stagionale che d’inverno viene pulita di rado, e improvvisa una tavolo operatorio e le sutura le ferite. Al risveglio Celeste ha la laringe compromessa e quindi si affida per comunicare con Nile ad un blocco da appunti.

Di qui lo sdoppiamento della voce narrante tra la prima persona singolare di Nile, ironica e godibile, determinata e sempre pronta a contraddire le proprie intenzioni, e il diario di Celeste che ci permette di conoscere le torture che la ragazzina ha visto infliggere ai suoi amati animali: orsi tenuti prigionieri in gabbie anguste in fattorie dedicate alla brutale spremitura di bile (molto richiesta in oriente), violenze gratuite perpetrate per diletto, caccia con metodi vietati, cucina-spettacolo di animali ancora vivi e altre pratiche francamente aberranti che avrei preferito non conoscere.

Il libro funziona molto bene come denuncia. E qui trova anche i suoi limiti come romanzo. Se la voce di Celeste è vivida e credibile quando parla di sé stessa adolescente educata in casa e coltissima ma sola, diviene giornalistica, quasi saggistica, quando snocciola dati e fa la cronaca delle violenze commesse sugli animali. Fa addirittura passare per assodata la teoria dello sterminio della fine del Pleistocene, quando nuove tribù di cacciatori avrebbero sterminato gli animali per puro diletto, teoria piuttosto controversa, anche se utile ai fini della causa di Celeste. I cattivi del libro – la banda di cacciatori disturbati che l’ha quasi uccisa – sono caricature di un sadismo estremo, sub-umani coi quali è difficile identificarsi. E quindi anche l’indignazione brucia un po’ meno. A tratti, poi, il romanzo procede per spinte esogene che lo tengono in carreggiata un po’ troppo fortunosamente: come la valigia di soldi che Nile ha ereditato dal padre, come le notizie che apprendiamo durante le lunghe e provvidenziali telefonate con suo avvocato, come le conoscenze e le abilità che, come in un videogioco, sfoderano a turno Celeste e Nile.

Detto questo, i due protagonisti sono accattivanti e ci si affeziona loro fin da subito. La voce di Nile, eroe dannato dal cuore d’oro, è divertente, specie quando pensa A e dice B; Celeste, come tutti i genietti, indispone e fa tenerezza e la loro straordinaria amicizia, in bilico tra affetto e attrazione, intriga. Unico rammarico: schiacciata dalla causa animalista, la natura resta un po’ sullo sfondo. La bellissima natura canadese. Forse perché Moore, come ogni canadese, tende a darla un po’ per scontata.

Nel finale, il romanzo ritrova il passo incalzante dell’inizio e la natura si ribella con quello che è uno spettacolare deus ex machina pensato per il cinema. E la storia si chiude proprio come deve. Ma, ahimè, non come avreste voluto. Sarei pronto a scommetterci.

Jeffrey Moore, La società degli animali estinti, ISBN, Milano 2012, 512 pagine, 17,90 €. Disponibile anche in ebook.