Acceso: 13 giugno, 2013 In: #nonpertinente, Parole

Nessuno psicologo ve lo raccomanderebbe – intendiamoci. Ma a volte è importante raccontarsela. Va bene essere realistici, va bene essere onesti, innanzitutto con se stessi… Va bene cercare di mediare tra principio di piacere e principio di realtà, tra io ideale e io reale e tutta quella roba lì. Però ci sono casi in cui, onestamente, raccontarsela fa bene. E quando dico raccontarsela intendo dire “credere con tutto se stessi che qualcosa che ci sta particolarmente a cuore sia vero, o possa avverarsi un domani”. È importante perché le nostre proiezioni influenzano le nostre azioni. Se penso positivo è probabile che otterrò un risultato positivo. Sembra ovvio, no?

Va bene, basta con la psicologia da quattro soldi. Passiamo ad un esempio concreto.

406744_555840147777968_1506574664_nSally non riesce a dormire. S’è fissata con la storia della fatina del dente e non c’è verso di chiudere occhio. Allora si alza e va da Charlie Brown, il quale invece dorme come un sasso.

“Scusa se ti sveglio fratello ma stavo pensando a una cosa…”

“Dimmi” le dice paziente Charlie Brown.

“Comincio ad avere dubbi sull’esistenza della fatina del dente…” gli confida Sally.

“E’ sbagliato star svegli di notte a pensare a simili cose?” gli chiede.

“Solo se ti aspetti una risposta…” le dice Charlie Brown girandosi dall’altra parte pronto per rimettersi a dormire.

“Fa niente. Vado a chiederlo al tuo cane…”

A parte il fatto che Sally è convinta che la fatina del dente spedisca tutti i denti raccolti ad una fantomatica fabbrica di palle da biliardo… A parte questo dicevo Sally non si rassegna. Vuole disperatamente credere alla fatina del dente, che costei sia o meno collusa con i malefici produttori di palle da biliardo. Lo vuole perché vede nella fatina del dente, nel credere nella fatina del dente una specie di limite, un confine, una soglia. Varcata la quale tutto sarà diverso, più dettagliato e allo stesso tempo più incerto, più spigoloso, più ruvido. Più pesante. Come il sonno di Charlie Brown.

E Charlie Brown, da bravo fratello maggiore, lo sa. Ed è per questo che non le dà nessuna risposta. Ed è sempre per questo motivo che Sally va a cercare una risposta dall’unico che, anche volendo, non gliela può dare: Snoopy.