Acceso: 2 febbraio, 2013 In: Blog, Miscellanea, Parole, Pensieri sparsi

Quel che scrive Dave Eggers (Boston, 1970) può piacere o non piacere. Ma credo che gli si debba riconoscere una buona dose di genialità e di cuore.

2012-12-26-daveeggersIl titolo del suo primo libro, pubblicato in Italia nel 2001 da Mondadori, se allora poteva suonare un po’ supponente, oggi si è rivelato una sorta di profezia. “L’opera struggente di un formidabile genio” è un romanzo autobiografico in cui vengono narrate le vicissitudini dello scrittore e del fratello Chistopher dopo la morte dei genitori, morti di cancro a distanza di pochi mesi. Oltre a romanzi, racconti, libri per bambini e saggi, Eggers ha scritto la sceneggiatura del film di Spike Jonze “Nel paese delle creature selvagge”, tratto dall’omonimo classico della letteratura per ragazzi di Maurice Sendak e con la moglie Vendela Vida, pure lei scrittrice, la sceneggiatura del film di Sam Mendes “American Life”, uscito in Italia un paio di anni fa. È stato il fondatore della rivista letteraria McSweeney’s Quarterly, divenuta poi anche casa editrice; oggi solo una tra le tante riviste (dalla letteratura ai diritti umani, dalla cucina al cinema) e dei progetti no profit che fanno capo al manipolo di menti creative raccolte da Eggers nei dodici anni trascorsi dal suo esordio.

Una delle idee più geniali di Eggers non si trova in uno dei suoi libri ma a San Francisco, nel quartiere più antico della città. Si chiama “826 Valencia” (dall’indirizzo al quale potete trovarlo) ed è un centro didattico per studenti di età compresa tra i 6 e i 18 anni dedicato a sviluppare le loro abilità linguistiche e a fornire ai loro insegnanti strumenti per sollecitare in loro l’amore per le arti letterarie; oltre che una scuola di scrittura creativa. Il centro coinvolge circa 1.400 insegnanti volontari e promuove programmi di tutoring giornalieri in sede e presso le scuole della città, campi estivi e workshop tenuti da scrittori di fama internazionale. Oltre a pubblicare in forma di libro raccolte di racconti e narrazioni collettive degli studenti stessi, nate tra le pareti del centro. Il tutto, a titolo completamente gratuito.

Tutto è nato al capo opposto degli USA, a Park Slope (Brooklyn), mentre Eggers cercava di completare il suo primo romanzo. Scrivendo di notte, passava buona parte del giorno gironzolando un po’ annebbiato per i locali del quartiere, popolato come pochi altri a NYC da scrittori ed editor, studenti neolaureati e stagisti presso case editrici, critici letterari e giornalisti. I genitori di Dave erano stati insegnanti e alcuni tra i suoi amici avevano intrapreso quella carriera, fatta di bassi stipendi e una mole insormontabile di lavoro, tanta passione e innumerevoli frustrazioni, programmi didattici anche buoni ma drammaticamente carenti se applicati a classi di 30 e oltre alunni. In questo contesto, lamentavano in particolare il fatto di non poter riservare un po’ del loro tempo per quegli studenti più in difficoltà, figli di immigrati nelle cui famiglie non si parlava nemmeno inglese e che con un po’ di attenzione in più si sarebbero messi in pari, riservando magari qualche piacevole sorpresa. Eggers sapeva che scrittori, editor e giornalisti avevano orari flessibili e un sacco di tempo libro, oltre a una grande passione per la lingua, e capì subito quanto utile avrebbe potuto essere mettere in contatto il bisogno di attenzione di alcuni studenti con questa disponibilità.

Trasferitosi a San Francisco e divenuto uno scrittore affermato, Eggers e un piccolo gruppo di collaboratori affittarono alcuni uffici sopra una palestra dismessa all’826 di Valencia Street per farne la sede di McSweeney’s (allora ancora solo rivista). Quando Dave scoprì che avrebbero condiviso alcuni locali con un centro di insegnamento, gli si accese una lampadina: perché non lasciare la porta aperta e staccare qualche ora nel pomeriggio per incontrare gli studenti? Avrebbero sempre potuto recuperare un po’ del lavoro perso la sera? Generoso, non trovate? Adesso tenetevi forte, perché arriva un altro colpo di genio. Il proprietario dei locali disse a Dave che non potevano tenere il piano terra, con una grande vetrina sulla strada, vuoto. Erano nel cuore di Frisco, dovevano venderci qualcosa? Già, ma cosa? Lì aveva sede una piccola rivista letteraria, non c’era nulla da vendere. Iniziarono a dare una risistemata al locale e pulendo il bellissimo pavimento di vecchie tavole di legno qualcuno disse che assomigliava allo scafo di una nave e qualcun altro, in modalità brainstorming, disse che potevano vendere cose da pirati. Avete capito bene: uncini (e foderi per la notte), trespoli per pappagalli, stampelle, bende per occhi. Detto fatto, a livello della strada 826Valencia si presenta come un bizzarro negozio di forniture per pirati. Dietro, c’è il centro didattico, per raggiungere il quale occorre passare per il negozio. Il coinvolgimento di insegnanti ed educatori attivi sul territorio (in particolare di Ninive Calegari) è stato fondamentale all’inizio per attirare i ragazzi e resta tale anche ora che 826Valencia, a dieci anni dalla sua fondazione, è un’istituzione riconosciuta a livello nazionale. I ragazzi bisognosi di qualche attenzione didattica in più non sono costretti a passare i pomeriggi a scuola o in un centro-per-ragazzi-bisognosi ma in un negozio per pirati, uno dei posti più cool della città, dove si fermano a fare acquisti anche i turisti. Ecco la genialità dell’idea: su questi ragazzi (centinaia di ragazzi) non pesa nessuno stigma. Anzi, facendo i compiti fianco a fianco con altri studenti e con gli stessi scrittori e redattori delle riviste della galassia Eggers, respirano creatività e fiducia in sé stessi. In più, il negozio ha iniziato a vendere, prima consentendo di pagare un commesso, poi coprendo le spese d’affitto e adesso consentendo il finanziamento dei programmi della scuola. Che, vale la pena ricordarlo, è gratuita e non-profit.

826 Valencia ha ispirato realtà simili a New York City, Boston, Los Angeles, Seattle e altre città statunitensi. Lo spirito è lo stesso; ciò che cambia è la “copertura”. A Brooklyn (dove tutto è cominciato) c’è un negozio di forniture per supereroi e a L.A. uno store dedicato al viaggio nel tempo (“In qualunque vi troviate, noi ci siamo già stati”); a Seattle un emporio specializzato in viaggi spaziali e a Washington il museo di storia innaturale. A Chicago, The Boring Store, che vende una sfilza di oggetti insignificanti, di certo non è la copertura di un negozio di equipaggiamento per spie. Dietro (ma sarete sempre costretti a passare per il negozio) trovate la sala di lettura, le aule didattiche e altri spazi dedicati ai ragazzi (tutto in stile, ovvio). E i principi? Nelle parole di Eggers stesso: “attenzione dedicata, totale rispetto del lavoro dello studente, immenso ottimismo e un’opportunità data alla creatività e alle idee”.

Nel 2009, Dave Eggers ha raccontato la genesi e lo spirito di 826Valencia in un TEDTalk intitolato “C’era una volta una scuola”. Sempre nel 2009, Le parole necessarie ha invece intervistato Jory John, allora direttore dei programmi didattici. Di 826 Valencia ha parlato lo scorso novembre su minima & moralia anche Marco Cassini che visitato la sede e incontrato Dave Eggers. È doveroso inoltre segnalare altri progetti nati al di fuori degli USA per ispirazione diretta di 826Valencia: “Fighting Words”, in Irlanda, per volontà dello scrittore Roddy Doyle, e “Ministry of stories”, con base a Londra, voluto tra gli altri da Nick Hornby. In Italia, invece, nel cuore della Milano multietnica (nota come Zona 2, tra via Padova e il naviglio Martesana), è nata nel 2010 “La grande fabbrica delle parole” che apre le sue porte tre giorni a settimana con laboratori gratuiti rivolti ad alunni di elementari e medie. Dall’anno scolastico 2012-2013 è invece attivo, per ora solo in Veneto, il progetto “Scuola Twain“, ideato e diretto da Matteo Righetto che, con l’aiuto di scrittori, editor, agenti letterari e disegnatori, mira a creare storie e con esse una nuova generazione di lettori e di narratori. Il tutto gratuitamente.